Böcker e la campagna pubblicitaria sul Furto al Louvre

Il marketing non è mica un crimine

Un furto milionario al Louvre si trasforma in un'inaspettata opportunità di marketing per l'azienda tedesca Böcker, produttrice del montacarichi utilizzato dai ladri per rubare gioielli napoleonici del valore di 88 milioni di euro.

La Dinamica del Furto al Louvre

Pochi giorni fa i ladri hanno posizionato un montacarichi Böcker Agilo lungo la Senna, raggiungendo il primo piano del museo del Louvre attraverso le finestre. In soli 7 minuti, hanno forzato l'ingresso della Galleria di Apollo con una smerigliatrice e sono fuggiti con un bottino di inestimabile valore storico.

La Campagna pubblicitaria 

On line qualcuno afferma che Alexander Böcker, CEO e proprietario di terza generazione dell'azienda con sede a Werne (Germania nord-occidentale), abbia raccontato alla CNN la sua reazione iniziale di shock nel vedere il proprio prodotto coinvolto nella rapina ma anche il suo istinto a trasformare il “colpo” in marketing. Altrove si legge che l’azienda abbia dichiarato che l'uso del furto era parte di una campagna promozionale già pianificata e che il riferimento al furto del Louvre sia stato puramente casuale. 
Comunque, di vero e assodato c’è che l'azienda ha pubblicato su Instagram un post che è rapidamente diventato virale: "La prossima volta che devi muoverti velocemente, il Böcker Agilo trasporta i tuoi tesori fino a 400 kg di peso a 42 metri al minuto, in modo silenzioso grazie al motore elettrico da 230 V". Geni.

Il Retroscena

Secondo quanto dichiarato dalla Böcker, il montacarichi era stato originariamente venduto a un cliente dell'area parigina che lo noleggiava. Ironicamente, l'attrezzatura era stata rubata al proprietario durante una dimostrazione per un potenziale cliente, per poi essere utilizzata nel clamoroso furto.

Marketing Virale o Azzardo Calcolato?

Mentre le autorità francesi continuano le indagini per identificare i responsabili ancora in fuga, la campagna pubblicitaria della Böcker solleva interrogativi sull'etica del marketing opportunistico. L'azienda ha trasformato un evento criminale in una dimostrazione delle prestazioni del proprio prodotto, generando migliaia di visualizzazioni e commenti sui social media.

La nostra opinione è che la campagna non istighi di certo al furto, semmai faccia della sana ironia, considerando anche che i ladri non hanno usato violenza e non si sono registrati feriti di nessun tipo.

Quindi? Ci piace un sacco.